Draghi si dimette, ma resta ad interim fino a nuove elezioni in Italia

Il presidente del Consiglio tecnocratico, Mario Draghi, si è presentato questa mattina (21 luglio, no) alla Camera dei deputati, dove era previsto il voto di fiducia per il suo governo, ma ha chiesto la sospensione della seduta.

Mario Draghi aveva ottenuto, ieri sera (20 luglio, no) il voto di fiducia del Senato, ma senza l’appoggio di tre dei soci.

Il Primo Ministro ha annunciato la scorsa settimana che si sarebbe dimesso dopo che il partito populista di sinistra Movimento Cinque Stelle, la forza principale della coalizione sindacale nazionale, si era rifiutato di partecipare a un voto di fiducia in parlamento in materia di misure sociali. Su insistenza del presidente Sergio Mattarella, Mario Draghi è tornato in parlamento, ma ha deciso di chiedere il voto di fiducia solo su una delibera riguardante il mantenimento dell’attuale gabinetto di governo, senza accettare il rimpasto. In questo contesto, le formazioni Liga (estrema destra) e Forza Italia (centro destra) hanno lasciato l’aula del Senato al momento del voto.

“Quello che è successo è pazzesco, è Parlamento contro l’Italia”, ha commentato l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, leader del Pd di centrosinistra, che continua a sostenere l’attuale governo.

“La Lega, Forza Italia e i partiti del Movimento Cinque Stelle si sono assunti una grave responsabilità, un’opzione che genererà un prezzo enorme per il Paese”, ha dichiarato, dal canto suo, il deputato Matteo Orfini, del Pd.

Il presidente Sergio Mattarella probabilmente terrà consultazioni con i partiti parlamentari, analizzerà la situazione politica e deciderà se è possibile formare un nuovo governo nell’attuale legislatura o se sono necessarie elezioni parlamentari anticipate.

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