Vasile, il disabile rumeno dall’Italia che vive in una casetta in balia degli italiani


Vasile Gaburici o Giampaolo, come lo chiamano i suoi conoscenti, ha 50 anni e vive da anni in condizioni deplorevoli nel comune di Alba Adriatica, in provincia di Teramo (Abruzzo), sopravvivendo solo grazie alla misericordia di pochi italiani, che di tanto in tanto gli portano da mangiare.

La drammatica storia del nostro connazionale è raccontata Giornale Il Messaggero di Francesco Marcelli, titolare di un panificio in questa località, e iniziata circa cinque anni fa quando Vasile subì un incidente in bicicletta che lo lasciò disabile.

All’epoca il rumeno lavorava come muratore, ma perse il lavoro a causa della sua disabilità e non riuscì a trovarne un altro. Dopo aver perso il lavoro, riuscì a pagare l’affitto della casa per un periodo di tempo con una somma di denaro che aveva risparmiato negli anni.

Purtroppo i soldi risparmiati si esaurirono e così Vasile si ritrovò per strada e trovò rifugio in una capanna abbandonata. Tuttavia, ha continuato a condurre una vita dignitosa anche in queste condizioni.

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Tuttavia, due anni fa, proprio all’inizio della pandemia, il nostro rumeno ha sofferto di un’ischemia, seguita da altre due in breve tempo, che gli ha paralizzato la parte destra del corpo e lo ha reso incapace di parlare.

È lì che è iniziato il suo incubo, perché una volta uscito dall’ospedale con una parte del corpo paralizzata, nessun istituto si è interessato a lui perché non aveva più la tessera sanitaria valida, scaduta dal 2013, secondo quanto racconta Francesco Marcelli.

I problemi di Vasile, però, erano solo all’inizio, perché, non avendo più possibilità di pulirsi e non essendo aiutato da nessuno, iniziò a vivere nella miseria e nella sua capanna cominciarono ad apparire i topi.

La capanna dove Vasile è costretto a vivere. Foto: Il Messaggero

Così, alcuni mesi fa, il 50enne rumeno è stato vittima di un’infezione e i medici hanno deciso di amputargli le dita dei piedi per evitare che l’infezione si diffondesse.

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Tornato nella sua baita ad Alba Adriatica, Vasile ora vive solo alla mercé di Francesco e di altri locali, che ogni giorno gli portano da mangiare.

“Dovrebbe avere accesso alle terapie farmacologiche fuori dall’ospedale dopo il suo ultimo intervento chirurgico, ma la sua situazione attuale non gli consente di farlo. Le istituzioni devono intervenire. È inconcepibile che nel 2022 una persona venga lasciata in queste condizioni”, ha affermato Francesco Marcelli.

“Di recente ha ricevuto la visita del sindaco e dell’assistente sociale. Una perizia psichiatrica è stata stilata dal Centro di salute mentale di Giulianova, che però non vede la necessità di cure mediche obbligatorie”, ha aggiunto l’italiano.

Non avendo domicilio stabile, non si può rinnovare la tessera sanitaria del nostro rumeno, né si possono redigere altri documenti, per avere diritto a determinati benefici per i disabili, ha insistito Francesco.

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Vasile Gaburici è quindi costretto a vivere in queste deplorevoli condizioni, senza alcun aiuto da parte dello Stato italiano (o rumeno), essendo forse ad un passo dal trovare la sua fine nella solitudine e nella miseria.

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