Un detenuto rumeno ha terrorizzato i medici di un carcere italiano, che non vogliono più curare

A denunciare l’accaduto è stato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, per voce del segretario nazionale per l’Umbria, Fabrizio Bonino: “Un detenuto rumeno, incarcerato per furto, ha aggredito il medico di turno in infermeria, poi gli ha sputato addosso e lo ha minacciato di morte . Solo grazie al tempestivo e tempestivo intervento del Vigile penitenziario addetto al monitoraggio della locale infermeria è stato possibile scongiurare il peggio e riportare ordine e sicurezza nell’istituto penitenziario. Il medico, in quel momento, lasciò il lavoro e si recò al pronto soccorso dell’ospedale della città di Terni”.

“Il detenuto è arrivato al carcere di Sabbione da un penitenziario toscano circa un mese e mezzo fa e non è il primo atteggiamento del genere nei confronti di personale medico e paramedico. Nei giorni scorsi ha tentato di aggredire un altro medico e anche alcuni infermieri mentre prestava terapia.

Inoltre, lo stesso detenuto, ogni giorno, per attirare l’attenzione, si feriva il corpo per motivi innocui e poi continuava a minacciare il personale di polizia penitenziaria. La soprintendenza toscana a Firenze, che lo ha mandato in Umbria, dovrebbe riprenderlo, per assegnarlo ad un altro carcere”.

Il funzionario esprime la sua solidarietà al medico penitenziario e ai carabinieri: “La Sappe denuncia da tempo che occorre introdurre efficaci riforme per allentare le continue e crescenti tensioni nelle carceri, prevedendo ad esempio l’espulsione dei detenuti stranieri e il riapertura dei tribunali degli ospedali psichiatrici, dove inviare i detenuti affetti da disturbi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi reclusi nel circuito penitenziario regolare”.

Donato Capece, Segretario Generale del Sappe, ha dichiarato: “La polizia penitenziaria è stremata dai ritmi di lavoro soffocanti, a causa dei continui attacchi violenti. Per quanto tempo assisteremo a questo crollo dell’ordine e della sicurezza interna causato dal lassismo di assurde e illogiche decisioni, come la vigilanza dinamica e, soprattutto, l’assenza di adeguate misure disciplinari e penali per chi aggredisce i membri della polizia penitenziaria?

Un giorno dopo il quale il rumeno ha aggredito il medico di turnoi medici del carcere di Terni si ribellano e annunciano misure drastiche.

In una comunicazione interna, i medici evocano “l’episodio di gravissima aggressione, già annunciato, al nostro collega, da un detenuto” e spiegano che, proprio a seguito di questi avvenimenti, “d’ora in poi tutti i medici in servizio presso il L’infermeria penitenziaria di Terni garantirà solo ed esclusivamente gli interventi di emergenza”.

“Lo stato di agitazione”, affermano i medici, proseguirà “fino alle decisioni giuste e opportune che la dirigenza dell’amministrazione penitenziaria vorrà attuare”.


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Serena Megna

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