Sanzioni severe per chi usa il cellulare alla guida

Le autorità italiane introdurranno presto sanzioni severe nel nuovo Codice della Strada per rispondere all’aumento del numero di incidenti.

Matteo Salvini, uno dei principali promotori di questi cambiamenti, ha sottolineato la necessità di misure rigorose per “fermare le stragi del fine settimana”, citando i 200 morti registrati sulle strade italiane dall’inizio dell’anno.

Conforme La Repubblicai principali cambiamenti includono:

Telefono alla guida: multa maggiorata per chi usa il telefono o manda messaggi mentre guida, con sanzioni che vanno da 422 a 1.697 euro, e in caso di recidiva la multa può arrivare fino a 2.588 euro. Inoltre si perdono tra gli 8 ed i 10 punti sulla patente.

Guida sotto l’effetto di alcol o sostanze vietate: revoca della patente fino a 3 anni. Per i recidivi il livello massimo di alcol nel sangue consentito è 0.

Sistema anti-alcol: dispositivo che impedisce l’avviamento dell’auto se rileva presenza di alcol. Sarà obbligatorio e dovrà essere installato a spese del proprietario del veicolo.

Sanzioni severe per la sosta abusiva: raddoppiate le multe per la sosta nei posti riservati ai disabili o sugli autobus.

Monopattini elettrici: il casco diventa obbligatorio, anche per gli adulti. Ogni scooter richiederà registrazione e assicurazione.

Domenico Musicco, presidente dell’Associazione “Vittime degli incidenti stradali e del lavoro” (Avisl onlus), ha commentato la nuova normativa dicendo:

“È positivo vedere sanzioni più severe per chi guida in stato di ebbrezza e usa il cellulare. Ma senza maggiori controlli e una vera politica di prevenzione, queste regole rischiano di diventare semplici dichiarazioni di intenti.”

Dopo la prima approvazione di giugno, il nuovo pacchetto legislativo ha subito una serie di revisioni e il decreto dovrebbe essere presentato al Parlamento nel mese di ottobre.

Altre modifiche proposte riguardano le regole del traffico per pedoni e ciclisti, con particolare attenzione alla creazione di più corsie per i ciclisti.

Questi cambiamenti fanno parte di uno sforzo continuo da parte dell’Italia per migliorare la sicurezza stradale e ridurre il numero di incidenti e vittime sulle sue strade.

Attilio Trevisan

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