Potere d’acquisto salariale medio, in calo dello 0,6% a febbraio 2023. Forti differenze a seconda del settore di attività

di Dan Palangean

Lo stipendio lordo medio a febbraio 2023 è stato di 6.845 lei, 14 lei (+0,2%) in più rispetto al mese precedente, secondo i dati pubblicati dall’INS. Lo stipendio nominale netto medio è aumentato di 16 lei (+0,4%). fino a 4.270 lei (867 euro al tasso di marzo 2023, durante il quale sono stati incassati i soldi dovuti per l’attività presentata, valore identico a quello del mese precedente).

Nel contesto della stabilità del leu rispetto all’euro, il potere d’acquisto espresso in euro della retribuzione media è rimasto al livello di 1.561 euro (prezzi relativi calcolati da Eurostat per la Romania al 55,5%). Il salario reale è diminuito di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente, attestandosi al 224% rispetto a quello stabilito come riferimento statistico (da ottobre 1990).

In un contesto di inflazione annua ridotta al livello del +15,52% e crescita nominale del 14,8%, l’evoluzione del potere d’acquisto dei salari rispetto allo stesso mese dell’anno precedente è leggermente diminuita a -0,6%, dopo aver raggiunto il miglior valore degli ultimi dieci mesi a gennaio (-0,1%), ma decisamente migliore rispetto agli ultimi due mesi dello scorso anno (-2,7% a novembre e -2,6% a dicembre).

Va ricordato che dal punto di vista degli equilibri macroeconomici, nonostante l’aumento nominale delle retribuzioni di quasi il 15%, il fatturato del commercio al dettaglio è stato solo del 2,8% superiore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (anticipo dimezzato rispetto a gennaio) ancora una volta il deficit commerciale a febbraio 2023 è diminuito di un sesto rispetto a febbraio 2022, attestandosi a circa 2,05 miliardi di euro.

Personale sanitario, calo di oltre l’11% del potere d’acquisto

Agroalimentare (+19,5%) e agricoltura (+11,4%), seguite da estrazione mineraria (+10,7%), cokeria e lavorazione del petrolio greggio (+8,1%), automotive (+5,9%) e trasporti e stoccaggio (+5,6%). ).

Inoltre, la maggior parte dei settori di attività sono in zona positiva, con posizioni leggermente inferiori in termini di evoluzione del potere d’acquisto ma superiori alla media dell’economia, essendo elettricità ed energia termica, gas, acqua (+2,9%), costruzioni (+2,7 %), distribuzione idrica, servizi igienico-sanitari, rifiuti (+2,2%) e il segmento HoReCa (+1,1%, altrimenti al livello più basso dell’economia, solo 2.016 lei).

Dal settore privato, valori subunità più pronunciati del rapporto tra crescita salariale e indice dei prezzi al consumo si sono registrati nelle telecomunicazioni (-1,7%), nell’informatica (-2,6%), nelle transazioni immobiliari (-3,8 %) e, soprattutto, la fabbricazione di sostanze e prodotti chimici (-7,8%, area in cui si registra anche il maggior disavanzo commerciale).

L’evoluzione delle retribuzioni in Romania negli ultimi 12 mesi è stata fortemente sfavorevole alle aree di bilancio, nel contesto della necessità di adeguare il bilancio pubblico. pertanto pubblica amministrazione (+8,1% nominale ma -6,5% reale), formazione scolastica (+6% e -8,2% rispettivamente) e salute (solo +2,6%, quindi calo a doppia cifra, -11,2%) si collocano in coda all’evoluzione del potere d’acquisto.

Tarso Mannarino

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