Grecia e Cipro cercano una posizione strategica nel transito e nello sfruttamento delle risorse del Mediterraneo orientale, la Turchia è esclusa da qualsiasi progetto di investimento, mentre Israele cerca alleanze con partner europei.
La guerra tra Israele e Hamas sta riconfigurando il panorama energetico del sud-est del Mediterraneo, e Grecia e Cipro stanno cercando di conquistare una posizione strategica nel transito e nello sfruttamento delle risorse della regione, scrive la pubblicazione Greek To Vima.
Anche se l’incertezza getterà un’ombra su qualsiasi azione di investimento e piano industriale per molto tempo – nessuno sa quanto tempo – Atene e Nicosia mirano a diventare i nuovi corridoi energetici di Israele verso l’Europa.
Gli imprenditori greci che seguono da vicino gli sviluppi nella zona di guerra, le attività multinazionali e i rapporti con Israele, sottolineano a To Vima che “lo scacchiere di questa regione ricca di risorse energetiche è in fase di riconfigurazione”.
Questi leader ritengono che Grecia e Cipro possano confermare il loro ruolo di pilastri di stabilità e sviluppo nel sud-est del Mediterraneo, soprattutto attraverso i progetti di investimento previsti per diventare i principali snodi dell’interconnessione energetica della regione con l’Europa.
Inoltre, fonti diplomatiche hanno indicato che le azioni legate alla cooperazione tra Gerusalemme e Ankara dopo la guerra con Hamas sono fallite. Per il momento la Turchia è esclusa da qualsiasi progetto di investimento e Israele cerca alleanze con partner europei.
La nuova versione di EastMed
“Va notato che Gerusalemme, anche se è in stato di guerra, continua a pianificare grandi progetti energetici secondo il programma”, hanno detto fonti a To Vima.
Secondo loro, “se il conflitto in Medio Oriente non si espanderà, è molto probabile che i grandi progetti che sono in fase di discussione e di studio possano realizzarsi entro pochi anni. La durata della loro maturazione e della loro attuazione lo richiede in ogni caso, qualunque sia la guerra”, aggiungono i responsabili sul campo.
Così, secondo le informazioni ottenute da To Vima, è nuovamente sul tavolo di discussione il gasdotto EastMed, che è in una fase avanzata in termini di studi di sviluppo ed è stato sviluppato dal consorzio IGI Poseidon, formato dalle società DEPA ed Edison, con l’obiettivo di trasportare il gas dai giacimenti offshore israeliani a Cipro, Grecia e Italia.
Ma verrebbe proposta una nuova versione del progetto, visto che è allo studio una versione combinata che coprirebbe anche il fabbisogno energetico di Israele, cioè non avrebbe solo il ruolo di esportare quantità di gas verso l’Europa.
La stessa fonte indica che, date le nuove condizioni emergenti in Israele e i severi standard ambientali stabiliti da Gerusalemme per i progetti di investimento energetico, sono in corso trattative per lo sviluppo di una sezione del gasdotto EastMed tra Israele e Cipro.
Anche a Cipro si analizza la possibilità di sviluppare centrali elettriche da parte di investitori israeliani. Gli impianti produrranno elettricità dal gas naturale che arriverà a Cipro, poi l’elettricità sarà trasferita attraverso l’interconnettore elettrico EuroAsia in Israele.
Queste discussioni sono solo all’inizio, ma c’è mobilità in questo senso, dice la stessa fonte a To Vima. I nuovi piani garantiscono la sufficienza energetica di Israele.
Un elemento utile per i nuovi piani è il fatto che, nell’ambito della preparazione del gasdotto EastMed, il consorzio IGI Poseidon dispone già di tutti i dati e ha effettuato gli studi e le ricerche necessarie.
Grecia – Cipro – Israele
Il progetto che ha attirato l’attenzione nelle ultime settimane è l’interconnessione elettrica tra Grecia, Cipro e Israele, noto anche come EuroAsia.
L’iniziativa per lo sviluppo del progetto è stata presa dall’Operatore Indipendente di Trasmissione di Energia Elettrica (ADMIE), e ora anche Gerusalemme si è mobilitata per curare gli studi e l’autorizzazione della tratta da Cipro a Israele.
Il 24 ottobre si è tenuta una teleconferenza su iniziativa del Ministero dell’Energia israeliano sul tema delle fasi di sviluppo dell’interconnessione elettrica Cipro-Israele (progetto EKE 3.10.1), che costituisce la seconda fase del progetto Grecia ( Creta). – Progetto di interconnessione elettrica Cipro-Israele. Hanno partecipato ADMIE e gli operatori dei sistemi di trasmissione di Cipro e Israele (NOGA).
Per il cavo lungo 1.208 km, ADMIE ha firmato un accordo non vincolante con il fondo israeliano Aluma, che ha espresso il proprio interesse ad investire attraverso la sua partecipazione al consorzio.
Il legame con l’Egitto
Un altro progetto di investimento di interesse per la Grecia e la vicina regione del Medio Oriente è l’interconnessione elettrica Grecia-Egitto, nota anche come GREGY. GREGY – Green Energy Interconnector, è stato recentemente proposto per l’inclusione nella lista dei Progetti di Mutuo Interesse (PMI) dell’Unione Europea. Il progetto, sviluppato dal Gruppo Kopelouzou, collegherà l’Egitto alla Grecia continentale tramite un cavo sottomarino della capacità di 3.000 MW e della lunghezza di circa 950 km.
Fonte: RADOR RADIO ROMANIA

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