I genitori di un bambino rumeno morto in Italia hanno ricevuto un risarcimento di 390.000 euro. I medici non hanno mai ammesso l’errore

Andrei Claudiu Tiseanu è morto il 27 novembre 2015. I genitori hanno trovato giustizia dopo 8 anni

Risarcimento di quasi 390.000 euro per i genitori di un ragazzo rumeno di 14 anni, dopo che i medici gli avevano diagnosticato erroneamente.

I genitori di un ragazzo rumeno sono stati risarciti fino a 390.000 euro, a seguito di un processo che si è concluso recentemente, dopo otto anni di ritardo. Andrei aveva solo 14 anni quando è morto all’ospedale Careggi di Firenze per una dissezione dell’aorta, dopo che i medici lo avevano curato per un semplice calo di zucchero nel sangue.

Il ragazzo non mostrava segni di malattia

Giornalisti della testata italiana Corriere della Sera hanno scritto del caso di una famiglia romena colpita duramente dal destino.

Entrambi i genitori portano nel cuore da otto anni un immenso dolore, poiché il loro unico figlio, Andrei Claudiu Tiseanu, che in precedenza non aveva mostrato segni di sofferenza per alcuna patologia, è morto a soli 14 anni in un letto d’ospedale, per dieci giorni.

Ha subito una dissezione aortica, ma inizialmente i medici lo hanno curato per un semplice calo di zuccheri nel sangue, che ha portato al peggioramento delle condizioni del ragazzo rumeno.

Era una mattina di fine novembre 2015 e Andrei, come sempre, stava andando a scuola, al liceo di Castiglion Fiorentino.

“Andrei era un piccolo genio della matematica con ottimi voti, un bravissimo ragazzo che amava il taekwondo. Questa mattina del 18 novembre 2015 è uscito come al solito per prendere l’autobus per il Liceo Castiglion Fiorentino. Stava male quando era con i suoi amici e colleghi per strada. Mi ha subito chiamato: vieni a prendermi!”, racconta suo padre, un rumeno di 50 anni che è in Italia dal 2000.

Nel frattempo però i suoi colleghi avevano già chiamato il 118.

“Quando sono arrivato l’ho trovato sdraiato in ambulanza, era cosciente. L’infermiera mi ha rassicurato dicendomi che aveva solo un calo di glicemia, niente di grave”, racconta il padre del ragazzo.

Andrei è arrivato all’ospedale San Donato di Arezzo

“Era classificato come codice giallo, non urgente. In quel periodo continuava a dire di avere un forte dolore al petto. Lì abbiamo aspettato parecchio tempo, codice giallo, e poi ci hanno mandato al pronto soccorso pediatrico. E lì abbiamo dovuto aspettare e mio figlio continuava a lamentare forti dolori al petto, alla fine hanno fatto gli esami che hanno evidenziato una dissezione aortica, solo in quel momento è diventata un’emergenza e hanno chiamato l’elicottero per portarlo all’ospedale di Careggi , dopo l’operazione il dottore è uscito e ci ha spiegato che si era perso troppo tempo, che se non ci fosse stato un ragazzo così giovane non lo avrebbe operato e che anche se fosse sopravvissuto per miracolo avrebbe sofferto di serie complicazioni per il resto della sua vita”, ha detto il padre del ragazzo rumeno.

Andrei Claudiu Tiseanu è deceduto la mattina di giovedì 27 novembre 2015. Un fatale ritardo nell’accertare la corretta diagnosi, costato all’ASL 390.000 euro, il risarcimento ai genitori del bambino stabilito dal giudice Lucia Faltoni dopo otto anni di battaglia legale.

Il padre del ragazzo dice che a loro non interessano i soldi

Il caso di Andrei è andato davanti a tre giudici che hanno tentato una mediazione impossibile. L’Asl, che intende presentare ricorso, non ha mai voluto ammettere responsabilità.

“A me e mia moglie non interessano i soldi, siamo solo felici che la giustizia sia stata fatta. Mi ha fatto molto male quando hanno detto che avevano fatto la cosa giusta e non avevano ammesso il loro errore”, ha detto il padre del ragazzo rumeno, piccolo imprenditore edile di Camucia, provincia di Arezzo (Toscana).

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Selene Blasi

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