È successo l’altro giorno a Nettuno, in provincia di Roma, dove una donna russa di 70 anni, domestica in un palazzo del quartiere di via Ugo La Malfa, è stata picchiata dal proprio marito. L’individuo, un italiano di 66 anni, si è recato sul luogo di lavoro della donna e, dopo averla accusata di avergli rubato i soldi, l’ha afferrata per un braccio e, tenendola immobile, ha iniziato a colpirla ripetutamente con un bastone lungo circa un metro . Davanti a numerosi testimoni, nessuno dei quali è intervenuto in suo soccorso, l’uomo ha poi trascinato la moglie e l’ha costretta a salire sulla sua auto per tornare insieme al quartiere Zucchetti, dove pare avesse intenzione di andarsene. lui scrive. Il Messaggero.
L’autista rumeno, l’unico che si è fermato per soccorrere la donna malconcia e insanguinata
Lungo la strada, l’incontrollabile italiano ha continuato a colpire la moglie sulla testa e sulle braccia. Ad un certo punto però, nel disperato tentativo di salvarsi, la russa è riuscita ad aprire la portiera dell’auto e si è gettata sull’asfalto. Coperta di sangue, ha iniziato a correre lungo la strada, gridando aiuto e cercando di fermare i conducenti di passaggio. Sfortunatamente, hanno continuato tutti per la loro strada. Almeno una donna rumena di 32 anni che vive a Nettuno. La giovane donna si fermò e, senza esitazione, fece salire in macchina il russo insanguinato e tremante. Per tutto il tempo, il marito tiranno la seguì a piedi, mazza in mano, cercando di raggiungerla. Solo quando l’ha vista accanto al rumeno ha smesso di seguirla e si è rimesso al volante, avviandosi verso casa sua via Poggio Bustone.
Immediatamente la donna rumena ha chiamato il 112, rimanendo accanto alla donna russa ferita e sotto shock.
Arrivati all’indirizzo indicato, i carabinieri hanno trovato l’aggressore in una delle stanze. Stava fumando una sigaretta e aveva ancora tracce di sangue sui vestiti e sulle braccia. E il manganello con cui ha colpito ripetutamente la moglie è stato ritrovato dai carabinieri nell’auto dell’italiano.
Il marito tiranno è andato in prigione
Durante le udienze l’uomo ha cercato di giustificarsi, spiegando che la moglie gli aveva rubato i soldi. Ma la versione della vittima che, in lacrime, ha raccontato agli agenti una vita d’inferno, fatta di soprusi, privazioni, minacce e soprattutto percosse, è stata completamente diversa. Nonostante avesse vissuto un incubo, la donna russa non aveva mai sporto denuncia contro il marito nella speranza che col tempo il suo comportamento cambiasse.
La donna è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno per le ferite riportate alle braccia e alla testa. Invece per il marito violento si sono aperte le porte del carcere di Velletri.
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